Recensione: Tenebre e Ossa

TENEBRE E OSSA

– Leigh Bardugo

Genere: fantasy

Formato: cartaceo, rilegato

Pagine: 230

Casa editrice: Mondadori

Giudizio sintetico:

Classificazione: 4 su 5.

TRAMA

Il dolore e la paura mi vinsero. Urlai. La parte nascosta dentro di me risalì con impeto in superficie. Non riuscii a fermarmi. Il mondo esplose in una sfolgorante luce bianca. Il buio si infranse intorno a noi come vetro.

Ci troviamo a Ravka, un paese -ispirato alla Russia zarista- letteralmente diviso in due dalla “Faglia” (o “Non Mare”), una striscia di terra sterile e fatta di oscurità al cui interno si trovano i Volcra, terribili mostri che divorano chiunque ci si avventuri cercando di arrivare dall’altra parte.

La protagonista è Alina Starkov, un’orfana che ricopre il ruolo di mappatrice nel Primo Esercito; a Ravka infatti vi sono due eserciti: il Primo, composto da persone “comuni” e, il Secondo formato da Grisha, ovvero persone con la capacità di manipolare la materia e usarla durante il combattimento, esperti della cosiddetta “Piccola Scienza”, divisi in tre ordini: Corporalki (Ordine dei Vivi e dei Morti), Etherealki (Ordine degli Evocatori) e Materialki (Ordine dei Fabrikator).

All’inizio della vicenda, Alina, insieme al suo amico d’infanzia Mal (un tracciatore del Primo esercito), e ai suoi compagni e ad alcuni Grisha, si imbarca su una velasabbia (una particolare imbarcazione usata per attraversare la Faglia d’ombra) per cercare di arrivare dall’altra parte del paese. Una volta dentro il Non Mare, il gruppo viene attaccato dai Volcra ma, nonostante le numerose perdite, riesce miracolosamente a salvarsi e tornare indietro a Ravka Est.

È da questo momento che il mondo e la vita di Alina sembrano capovolgersi completamente in quanto, di fronte all’incredulità di tutti, scopre di avere un potere molto particolare e raro. Alina è infatti un’Evocaluce, una Grisha molto particolare, l’unica che potrebbe finalmente distruggere la Faglia e riportare la serenità in tutto il Paese. Per questo motivo viene scortata, seppur non senza difficoltà, al Piccolo Palazzo (dove i Grisha vivono ed esercitano i loro poteri) per ordine del generale Kirigan, a capo del Secondo Esercito, chiamato anche “l’Oscuro” visto il suo potere particolare che gli permette di evocare l’oscurità. Durante il viaggio, Alina conoscerà meglio questo attraente personaggio che, più di tutti, aspettava con ansia l’arrivo di un Evocaluce che potesse rimediare agli errori dell’Eretico Nero, antenato dell’Oscuro e responsabile della creazione della Faglia.

Al Piccolo Palazzo, Alina farà amicizia con la bellissima Grisha plasmaforme Genya, e si allenerà duramente con Botkin e, soprattutto, con Baghra che le insegnerà a tirar fuori il suo potere. Scoprendo finalmente se stessa, Alina acquisirà maggiore fiducia in lei, anche se la sua nuova vita la allontanerà da Mal e la avvicinerà all’Oscuro. Tutto ciò che c’è di nuovo intorno a lei prende così lentamente forma, Alina sa qual è il suo destino e vuole adempiere al compito che le spetta, anche se molto difficile, per il bene di tutta Ravka. Ogni cosa sembra avere un senso, fino a quando, una notte, Alina scopre che c’è dell’altro e che le cose sono ben più complesse di come sembrano in realtà…

Ho apprezzato molto questo libro, anche se avrei aggiunto qualche descrizione in più. Mi è piaciuta questa iniziale evoluzione che ha portato alla crescita del personaggio di Alina che, all’inizio insicura e incerta, diventa poi più consapevole di sé e delle proprie capacità. Ho adorato i Grisha, soprattutto Fedyor, Ivan (anche se odioso in alcuni momenti) e Genya; per quanto riguarda l’Oscuro, devo dire che l’ho ammirato  tanto nella prima parte del libro, ma nella seconda c’erano proprio dei momenti in cui il suo atteggiamento mi ha infastidito; Mal è stato quasi del tutto assente all’inizio della storia e, mi ha deluso il suo atteggiamento nel momento in cui ritrova Alina, ma mi è piaciuto vedere come entrambi sono riusciti a ricostruire il loro rapporto e consolidarlo. Nel complesso il libro è davvero bello, perché ci porta a riflettere e considerare diversi punti di vista, apparentemente tutti corretti, che coinvolgono non solo i personaggi principali ma anche i secondari; mi è piaciuto viaggiare attraverso questa “riproduzione” della Russia zarista, conoscere i Grisha, muovermi tra i loro ambienti e vedere il mondo anche coi loro occhi, entrare quindi a far parte di questo mondo che ho a dir poco adorato.

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